stampa 3d

La stampa 3D, nome con cui la manifattura additiva è conosciuta al grande pubblico, è comunemente ritenuta una tecnologia rispettosa dell’ambiente. Innanzitutto riduce gli sprechi: esistono diverse tipologie di macchinari e di tecniche di stampa, ma tutte lavorano per addizione di materiale utilizzando solo la materia prima necessaria. Poi c’è il confronto con alcuni processi di produzione tradizionali, che in alcuni casi mette in risalto una differenza sostanziale in termini di sostenibilità. Prendiamo ad esempio lo stampaggio a iniezione, che richiede l’uso di sostanze chimiche tossiche e rilascia nell’aria composti organici volatili dannosi. Da questi casi limite si capisce la buona fama che la stampa 3D si è ritagliata.

Nonostante alcuni vantaggi oggettivi, che esploreremo in questo articolo, la stampa 3D ha anche delle zone d’ombra rispetto al discorso ecologia, e anche queste meritano di essere analizzate.

Maggiori emissioni, ma…       

Secondo una ricerca condotta dalla stessa AMGTA, Additive Manufacturer Green Trade Association, associazione creata per promuovere i benefici in termini di sostenibilità ambientale della produzione additiva, la stampa 3D produce più carbonio per chilogrammo rispetto ad altre tecnologie. Ma attenzione, non si tratta di un’ammissione di colpa, bensì di un dato da contestualizzare. La sostenibilità della produzione additiva non può essere misurata solo nella specifica fase di produzione. La stampa 3D come pratica sostenibile copre l’intero ciclo di vita delle parti, dalla progettazione iniziale al riciclo.

Utilizzo di meno materie prime

Per capire le reali potenzialità “green” della manifattura additiva bisogna fare riferimento a tutto il ciclo di produzione di un prodotto. Nell’ambiziosa economia circolare in cui tutto ciò che è realizzato può essere riciclato, ogni azienda che stampa in 3D potrebbe utilizzare materiale riciclato come materia prima, quindi riciclare ulteriormente o riutilizzare quel materiale dopo l’obsolescenza della parte stampata. Questa non è ancora realtà ma si va in quella direzione. 

Il principio su cui basa la produzione additiva è vincente considerato che per realizzare un prodotto viene utilizzato solo il materiale necessario, a differenza di altri processi che producono un numero di scarti molto più ampio. Sulla sostenibilità dei materiali stessi, invece, sorgono altri tipi di questioni. Alcune materie prime utilizzate sono estremamente eco-friendly, ad esempio il PLA che è una resina biodegradabile. Altre invece sono decisamente più impattanti, ad esempio i polimeri metallici o l’ABS che è una sostanza estratta dal petrolio. Non solo si tratta di materiali difficili da riciclare ma il cui processo di estrazione grava sull’ambiente.

Vantaggi ineguagliabili

È su tutto il resto della filiera produttiva che emergono i reali vantaggi dell’utilizzo di questa tecnologia (non solo ambientali ma anche economici), ricordando che siamo solo in una fase iniziale, seppur già matura, del suo sviluppo.

La fase di progettazione è la prima a risentire positivamente delle skills in seno alla stampa 3D. Con le macchine più moderne è possibile riprodurre design di qualsiasi tipo in un’unica soluzione. In altre parole ciò che prima necessitava di essere riprodotto parte per parte può essere realizzato in un unico ciclo di stampa. Ciò porta all’abbattimento di certi limiti strutturali pre-esistenti, i service di stampa leader sul mercato offrono tutti un servizio di prototipazione 3D per aiutare il cliente finale a realizzare il suo progetto con la soluzione di stampa più conveniente. Ciò significa utilizzare meno materiale, come già detto, ma anche poter realizzare singoli pezzi utili per sostituzioni e riparazioni, allungando il ciclo vitale di oggetti che magari originariamente non sono stati stampati in 3D.

Il vantaggio probabilmente più impattante è la realizzazione di una filiera corta per la produzione, direbbero gli anglosassoni: “a shortly supply-chain”. In effetti per avere quel singolo pezzo necessario in azienda basta stamparlo. Tutto può avvenire in loco, senza spedizioni di materiali dal posto x che verranno lavorati nel posto y e spediti all’utente finale. Certo per estendere questo tipo di convenienza anche gli enti medio piccoli, che concorrono anch’essi alla lotta contro l’inquinamento, sarebbe necessario un ribasso dei prezzi delle stampanti, visto che i modelli più performanti sono fuori dalla portata dei fatturati meno importanti. Ciò non toglie che il mercato sia davvero variegato e che diverse soluzioni nascano di continuo anche grazie alla presenza di una forte domanda.

Di admin